• Quanto incide lo stress della coppia nel buon esito dei trattamenti di fecondazione assistita?

    Dottoressa, nella sua esperienza, secondo lei, quanto incide lo stress nel buon esito dei trattamenti di procreazione assistita? 

    Molte coppie che ho avuto modo di conoscere nella mia esperienza in procreazione assistita, fanno questa domanda. Non ci sono dati scientifici che dimostrano, nello specifico, gli effetti dello stress sull’esito dei trattamenti di procreazione assistita.

    Certamente lo stress, è fonte di preoccupazione e come tale può influire nella buona efficacia dei trattamenti perché crea tensione emotiva nella coppia, occupando lo spazio fertile con paure, preoccupazioni e ansie. Quello che accade nella coppia è proprio come se non si potesse parlare altro al di fuori del problema.

L'oogenesi - formazione degli ovociti

Il processo che determina la produzione degli ovociti (cellula uovo femminile) è chiamato oogenesi. Alla nascita si contano circa 1,2 milioni di ovociti, che continuano ad andare incontro ad eventi continui di morte cellulare, una specie di suicidio programmato (apoptosi). Restano così un totale di circa 300-400mila ovociti disponibili durante la vita riproduttiva della donna

L’ovaio è il principale organo dell’apparato riproduttivo femminile ed è la sede della maturazione e del rilascio degli ovociti per la fecondazione. L’unità fondamentale dell’ovaio è il follicolo ovarico, composto dall’ovocita e dalle cellule circostanti, tutte immerse in un liquido, il liquido follicolare.

L’oogenesi è il processo che porta alla produzione della cellula uovo femminile e inizia già durante lo sviluppo embrio-fetale. Questo processo determina il numero di ovociti disponibili durante tutta l’età riproduttiva della donna che, al contrario dell’uomo, possiede sin dall’inizio un numero ben determinato di ovociti che non cambia nel tempo.

Alla nascita si contano circa 1,2 milioni di ovociti, che continuano ad andare incontro ad eventi continui di morte cellulare, una specie di suicidio programmato (apoptosi). Restano così un totale di circa 300-400mila ovociti disponibili durante la vita riproduttiva della donna, di cui però solo 300-400 giungeranno a maturazione completa nell’arco della vita. Questa quota restante di ovociti costituisce la cosiddetta riserva ovarica, che tanto i ginecologi cercano di vedere con analisi idonee per capire quanto la paziente risponderà per esempio alla stimolazione ovarica.