• Metodiche per lo studio della pervietà tubarica

    La valutazione della pervietà tubarica si può effettuare mediante diversi esami che comprendono la salpingocromoscopia, l’isterosalpingografia e l’isterosonosalpingografia.

    La salpingocromoscopia è una tecnica molto precisa ma invasiva, in quanto realizzabile solo durante intervento chirurgico laparoscopico e dunque in anestesia generale. Va quindi consigliata esclusivamente in casi selezionati.
    L’isterosalpingografia (ISG)è un esame radiologico che permette la visualizzazione della cavità uterina e delle tube mediante l’introduzione di un mezzo di contrasto attraverso vari tipi di iniettori inseriti nell’orifizio cervicale.

    Una volta introdotto il mezzo di contrasto si procederà all’esecuzione di alcuni radiogrammi per valutare il passaggio dello stesso nella cavità pelvica.

    Riguardo ai possibili rischi della metodica, poiché la procedura comporta l’impiego di Raggi X, che potrebbero provocare danni fetali, prima di procedere all’esame va sempre esclusa una gravidanza. Inoltre è opportuno evitare il concepimento con idonei metodi contraccettivi fino alla mestruazione successiva all’esame.

    Pur non trattandosi di procedura ad alto rischio, possono insorgere alcuni effetti collaterali dovuti ad un’eventuale allergia al mezzo di contrasto iodato e, in una percentuale inferiore all’1%, potrebbe insorgere un’infezione della pelvi. Per ridurre questo rischio viene generalmente effettuata una profilassi antibiotica la sera prima dell’esame. I possibili disturbi causati dalla manovra possono consistere in una sensazione di dolore crampiforme alla pelvi (simile al dolore mestruale) o fastidio che potrà perdurare nell’arco della giornata e che è risolvibile assumendo normali antidolorifici e con un adeguato riposo.

    Dr.ssa Francesca Sagnella

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Dr. Giuseppe Sorrenti - Ginecologo, Endoscopista

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Messina è specializzato in Ostetricia e Ginecologia presso l’ Università di Roma “Tor Vergata”.
Ha svolto la sua attività chirurgica, con un indirizzo prevalente verso la chirurgia miniinvasiva ed endoscopica, presso tre ospedali della Capitale: il Sant’Eugenio, il San Giovanni Calibita” sull’Isola Tiberina Re il Policlinico Universitario di Tor Vergata. È responsabile dell’ambulatorio di endometriosi, dolore pelvico e fibromatosi uterina. È Membro del GISE (Gruppo Italiano Studio Endometriosi) e Socio del SEGI (Società di Endoscopia Ginecologica Italiana) e di AAGL (Società Americana Ginecologi Laparoscopisti)

Oltre che la chirurgia ginecologica ed ostetrica tradizionale durante il corso di specializzazione ho approfondito i temi della chirurgia miniinvasiva, soprattutto endoscopica, eseguendo come primo operatore più di 600 interventi di chirurgia laparoscopica ed isteroscopica, sia diagnostica che operativa. È accreditato dalla SEGI (Società Italiana Endoscopia Ginecologica) come specialista di II livello per chirurgia endoscopica ginecologica. e ha svolto un dottorato di ricerca in Medicina perinatale Università di Roma Tor Vergata.
Durante tutta la propria formazione ha approfondito l’utilizzo delle tecniche endoscopiche (laproscopia ed isteroscopia) nel trattamento delle principali patologie ginecologiche con particolare attenzione all’endometriosi e all’infertilità.

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